Per “Scaffale” Egidio Lorito presenta il libro di Piero Grasso

Il giornalista Egidio Lorito presenta per Ecochannel il volume del Procuratore Antimafia Piero Grasso. Lorito descrive l’intensità e la forza morale di un servitore dello Stato in prima linea contro il malaffare. Piero Grasso, di origine licatese (Ag), incomincia il proprio cursus honorum nel 1969, quando entra in magistratura. Intorno alla metà degli anni settanta si occupa di indagini sulla pubblica amministrazione e sulla criminalità organizzata. Diviene titolare dell’inchiesta riguardante l’omicidio del presidente della Regione Piersanti Mattarella il 6 gennaio 1980. Nel 1984 ricopre l’incarico di giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa nostra (10 febbraio 1986 -10 dicembre 1987), 475 imputati. Piero Grasso a fianco del presidente Alfonso Giordano è stato l’estensore della sentenza (oltre 8 mila pagine) che irrogò 19 ergastoli e oltre 2.500 anni di reclusione. Conclusosi il maxiprocesso, Grasso viene nominato consulente della Commissione antimafia, a capo di Gerardo Chiaromonte prima e poi da Luciano Violante. In seguito viene nominato consigliere al Ministero di Grazia e Giustizia, il cui Guardasigilli era Claudio Martelli, che chiamò anche Giovanni Falcone alla Direzione Affari Penali, e componente della Commissione centrale per i pentiti.
Successivamente viene sostituto nell’incarico, per poi essere nominato Procuratore aggiunto presso la Procura nazionale antimafia (guidata da Pier Luigi Vigna), applicato nelle Procure di Palermo e Firenze dove ha seguito e coordinato le inchieste sulle stragi del 1992 e del 1993.
A Palermo da Procuratore della Repubblica dall’agosto del 1999, sotto la sua direzione, dal 2000 al 2004, sono stati arrestate 1.779 persone per reati di mafia e 13 latitanti, che erano inseriti tra i 30 più pericolosi. Nello stesso arco di tempo la procura del capoluogo siciliano ha ottenuto 380 ergastoli e centinaia di condanne circa per un totale di migliaia di anni di carcere.
L’11 ottobre 2005 è stato nominato Procuratore nazionale antimafia a Roma, mentre era ancora capo della Procura della Repubblica di Palermo. Il Csm (Consiglio superiore della magistratura) ha dato via libera alla sua nomina con 18 voti a favore e cinque astensioni.

 

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